Brunello Cucinelli alza al 12% la crescita attesa nel 2026 dopo ricavi per 1,12 miliardi nei nove mesi
- 16 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Brunello Cucinelli rivede ancora al rialzo le prospettive per il 2026, sostenuta da una crescita a doppia cifra dei ricavi e dalla forte performance del canale retail diretto. Nei primi nove mesi dell’anno il Gruppo ha raggiunto 1,1236 miliardi di euro di ricavi, con un incremento del 13,3% a cambi costanti e del 10,2% a cambi correnti.
Nel solo terzo trimestre, il fatturato si è attestato a 374,2 milioni di euro, in crescita del 13,5% a cambi costanti, leggermente superiore alle attese iniziali della società. I risultati hanno portato il Gruppo a migliorare nuovamente le indicazioni sull’intero esercizio.
La crescita attesa per il 2026 sale al 12%
La nuova previsione indica per il 2026 una crescita dei ricavi di circa il 12% a cambi costanti, rispetto alla precedente indicazione compresa tra il 10% e l’11%.
A inizio anno la società aveva previsto una crescita nell’ordine del 10%, rendendo la nuova revisione un ulteriore rafforzamento delle aspettative sull’esercizio.
L’andamento valutario continuerà tuttavia a incidere sui numeri riportati: l’effetto negativo dei cambi viene stimato in circa 2,5 punti percentuali.
La performance si inserisce in un contesto nel quale diversi operatori europei del lusso stanno mostrando una dinamica più debole, mentre Brunello Cucinelli continua a beneficiare del proprio posizionamento nella fascia più alta del mercato.
Il canale diretto raggiunge 741 milioni di euro
La principale leva di crescita nei primi nove mesi è stata il canale diretto, che ha generato 741 milioni di euro, con un incremento del 19% a cambi costanti.
Nel terzo trimestre la crescita del retail diretto è stata pari al 17%, confermando il ruolo centrale della distribuzione gestita direttamente dal Gruppo.
Alla fine di settembre, la rete commerciale comprendeva 142 boutique gestite direttamente, attraverso le quali la società continua a sviluppare il rapporto con la clientela finale e a presidiare il posizionamento del marchio.
Più moderata, ma comunque positiva, la crescita del canale multimarca, che ha raggiunto 382,6 milioni di euro, con un aumento del 4%.
Americhe in crescita del 20%
La crescita rimane distribuita sulle principali aree geografiche.
Le Americhe hanno registrato ricavi per 418,3 milioni di euro, con un incremento del 20% a cambi costanti, rappresentando una delle aree più dinamiche per il Gruppo.
L’Asia ha raggiunto 311,4 milioni di euro, con una crescita del 14%, sostenuta anche dall’andamento delle vendite in Cina.
In Europa, i ricavi si sono attestati a 393,9 milioni di euro, segnando un aumento del 7%.
Il Gruppo collega questa evoluzione al proprio posizionamento nel segmento più alto del lusso, fondato su esclusività, artigianalità e una notorietà mantenuta volutamente lontana da logiche di diffusione di massa.
Il retail resta il principale motore della crescita
Il divario tra la crescita del canale diretto e quella del multimarca evidenzia il peso crescente del retail nella strategia commerciale del Gruppo.
La rete di boutique permette infatti a Brunello Cucinelli di mantenere un controllo più diretto sull’esperienza del cliente, sull’assortimento e sulla rappresentazione del marchio, elementi particolarmente rilevanti nella fascia alta del mercato.
Parallelamente, il canale wholesale continua a contribuire alla distribuzione internazionale, pur crescendo a un ritmo più contenuto rispetto alla rete diretta.
Per il 2027 attesa una crescita intorno al 10%
Le indicazioni restano positive anche guardando al prossimo esercizio. Per il 2027, Brunello Cucinelli prevede una crescita dei ricavi di circa il 10%.
Le aspettative sono sostenute dall’andamento delle collezioni autunno-inverno 2026 e dagli ordini relativi alla primavera-estate 2027, già completati e giudicati molto positivamente dal Gruppo.
La prossima fase sarà quindi concentrata sulla capacità di mantenere il ritmo di crescita raggiunto nel 2026, preservando al tempo stesso il posizionamento esclusivo del marchio e il contributo crescente della distribuzione diretta.