Manovra, via libera al dpb per la UE: Giorgetti avverte nuvoloni all’orizzonte
- 14 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il programma dei conti da inviare a Bruxelles entro la scadenza di domani sera ha ricevuto ieri dal Consiglio dei ministri il via libera con voto di fiducia, passaggio necessario per avviare la predisposizione del Documento programmatico di bilancio (Dpb) destinato all’esame della Commissione europea. Il comunicato governativo pubblicato nella notte non fornisce dettagli numerici: le cifre concrete emergeranno soltanto con l’invio formale del testo e la sua successiva pubblicazione.
Conferma degli obiettivi e limiti di spazio
La nota ufficiale ribadisce che il documento conferma gli obiettivi programmatici contenuti nel Dpfp approvato in mattinata dalle Camere, compresi i ritmi di aumento della spesa netta sia con la clausola che senza. La traiettoria indicata è coerente con i vincoli concordati con la Ue e, fatta eccezione per la deroga prevista per i capitoli di energia e difesa, non sono previsti margini addizionali di deficit per nuove misure.
Il negoziato con l’Europa e le incertezze
Tutto l’impianto resta subordinato al negoziato con la Ue sulla flessibilità e sulle modalità di utilizzo della clausola di salvaguardia. Su questo fronte si gioca gran parte del «come» e del «quanto» della manovra: una risposta favorevole dell’Europa amplierebbe lo spazio per interventi diretti alle famiglie e per misure energetiche, una risposta meno generosa costringerebbe il Governo a ridurre ambizioni e a reperire risorse internamente.
Giancarlo Giorgetti ha avvertito:
“Si annunciano nuvoloni all’orizzonte.”
Giancarlo Giorgetti ha detto a Montecitorio:
“Quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta, prima di uscire in mare aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione.”
La partita delle coperture
Il confronto interno al Governo e nella maggioranza si è concentrato sulle fonti da cui attingere i fondi necessari. Sul tavolo ci sono già ipotesi note: la clausola di salvaguardia dovrebbe generare circa 14,4 miliardi di euro all’anno di extradeficit, ripartiti in parti uguali tra misure per energia e per difesa. Al di fuori di questa finestra, lo spazio ordinario per la manovra è molto ridotto: la colonna delle coperture fatica a raggiungere l’obiettivo indicativo di 7-8 miliardi.
In assenza di margini extra di deficit, diventa più difficile porre veti politici sulle possibili fonti di entrata. Tra le ipotesi di finanziamento emerse ci sono contributi straordinari richiesti al sistema finanziario e assicurativo, maggiori oneri per le imprese energetiche e interventi sui concessionari del gioco. Anche il vicepremier Antonio Tajani ha aperto alla possibilità di utilizzare contributi da parte di banche e compagnie assicurative.
Giancarlo Giorgetti ha affermato:
“Contribuiranno tutti quelli che possono farlo.”
Nel novero delle misure discusse compare anche la richiesta agli operatori del gioco per un contributo stimato intorno a 1 miliardo distribuito su due anni, da reperire attraverso proroghe sulle concessioni di scommesse, bingo e slot e da eventuali procedure legate al rinnovo delle licenze del Gratta e Vinci previste per il 2028.
Misure in bilico e calendari
Il quadro delineato fino a oggi rappresenta la condizione necessaria, ma non sufficiente, per definire la manovra che dovrà scegliere tra tagli all’Irpef, interventi di sostegno per i soggetti più vulnerabili (spese sanitarie, bonus fragili), incentivi alla natalità e misure sulle bollette. Per gli aiuti alle famiglie sulle utenze il Governo conta sulla mobilitazione della clausola di salvaguardia, ma la loro effettiva disponibilità dipenderà dalla risposta di Bruxelles.
I contorni concreti della manovra cominceranno a emergere nei prossimi giorni: il testo che verrà inviato alla Commissione europea e la discussione parlamentare in arrivo produrranno dettagli che saranno visibili prima dell’approdo in Aula, previsto indicativamente intorno al 28 ottobre.
Implicazioni politiche ed economiche
La scarsità di margini fiscali accentua la centralità delle trattative con la Ue e comprime la libertà di manovra interna, aumentando la probabilità che il pacchetto finale prema su interventi mirati e contributi straordinari piuttosto che su tagli generalizzati. Sul fronte politico, la necessità di trovare coperture può generare pressioni nella maggioranza e suscitare negoziati su misure di carattere redistributivo o settoriale.
Dal punto di vista dei mercati, un Dpb senza margini espansivi può limitare le aspettative di un aumento sostenuto della spesa pubblica, con possibili ripercussioni sui rendimenti dei titoli di Stato e sulla valutazione del rischio sovrano: la reazione degli investitori dipenderà dall’equilibrio tra rassicurazioni sulla sostenibilità dei conti e segnali di possibile tensione fiscale settoriale.
In sintesi
- La dipendenza dalla clausola di salvaguardia riduce lo spazio per manovre espansive, aumentando la probabilità di contributi straordinari da banche, assicurazioni e grandi operatori energetici.
- L’incertezza sulle risposte di Bruxelles accentua la volatilità potenziale sui titoli di Stato: per gli investitori istituzionali è cruciale monitorare i segnali di sostenibilità fiscale e l’orientamento politico sui prelievi settoriali.
- Per le imprese energetiche e del gioco, l’ipotesi di oneri aggiuntivi richiede una valutazione del profilo di rischio-regolatorio, con possibili impatti sui piani di investimento e sulle strategie di distribuzione dei dividendi.