I riacquisti di azioni sono rallentati ecco perché è importante che possano riprendere

L’attività di riacquisto azionario è stata relativamente contenuta nella prima metà del 2025, ma sembra destinata a riprendersi con forza nei prossimi mesi.

Dopo una fase di rallentamento, i riacquisti di azioni stanno per tornare vicino ai livelli record nel terzo trimestre e sono previsti in crescita per il prossimo anno. Tuttavia, il rendimento dei buyback ha raggiunto livelli storicamente bassi, suggerendo che le operazioni di riacquisto avranno un impatto meno significativo sull’aumento degli utili per azione rispetto al passato.

È possibile che la fase di flessione negli stock buyback sia ormai alle spalle, ma le conseguenze di questo fenomeno sui mercati azionari sono più complesse da interpretare.

Nel secondo trimestre, i riacquisti di azioni all’interno dell’indice S&P 500 sono diminuiti del 20% rispetto ai picchi registrati nel primo trimestre, tuttavia si prevede che aumentino nel trimestre in corso. Con un’incertezza sulle politiche economiche in calo e un probabile ridimensionamento dei tassi d’interesse, le imprese comprese nell’ampio indice di mercato stanno per tornare a livelli record di riacquisti, secondo le previsioni di S&P Dow Jones Indices.

Gli analisti di Wall Street segnalano però che la crescita degli utili per azione potrebbe non beneficiare più dei riacquisti con la stessa efficacia del passato.

I numeri assoluti dei buyback rimangono rilevanti, ma la loro espansione si è arrestata di recente, anche per le società più grandi dell’indice. Aziende come Apple (AAPL), Meta Platforms (META), Alphabet (GOOGL) e Nvidia (NVDA), che rappresentano normalmente circa il 30% della spesa annuale in riacquisti, non hanno mostrato un incremento significativo su base annua nel secondo trimestre, come evidenziato da un recente rapporto di Goldman Sachs.

La minore attività di riacquisti ha prodotto un calo del rendimento dei buyback – ovvero il rapporto tra l’ammontare totale dei riacquisti in un dato periodo e la capitalizzazione di mercato all’inizio di quel periodo – per l’indice S&P 500 negli ultimi dodici mesi. Questa misura è recentemente scesa al 2%, il livello più basso degli ultimi vent’anni al di fuori dei periodi recessivi. Questo è in parte dovuto agli investimenti consistenti nel settore dell’intelligenza artificiale, che hanno contribuito a ridurre le risorse destinate ai riacquisti di azioni.

I prezzi delle azioni sono aumentati più rapidamente rispetto agli utili, e i payout ratio sono diminuiti, determinando multipli prezzo-utili più elevati e un abbassamento del rendimento dei buyback. Un rendimento in diminuzione significa anche una minore spinta alla crescita degli utili per azione: i riacquisti, infatti, riducono il numero di azioni circolanti e, tra il 2005 e il 2019, hanno contribuito ad aumentare la crescita degli EPS di una mediana dell’1,2 punti percentuali all’anno, secondo Goldman Sachs. Tale beneficio si è attenuato negli ultimi tempi.

Secondo le stime di Goldman Sachs, il calo del rendimento dei buyback dovrebbe stabilizzarsi con il ritorno dell’attività di riacquisto. La società di investimento prevede riacquisti per un totale di 1 trilione di dollari nel 2025, con un incremento del 5% rispetto al 2024.

Nel frattempo, le aziende che hanno mantenuto un’attività costante di riacquisti, note come “buyback aristocrats” – società che ricorrono regolarmente al riacquisto di azioni – potrebbero trarre vantaggio dalla crescente scarsità delle loro azioni, aumentando così il cosiddetto “premio di scarsità”, come evidenziato dagli analisti di Goldman Sachs, incluso Ben Snider.

In media, queste società aristocratiche presentano capitalizzazioni di mercato più elevate, rendimenti da buyback maggiori, valutazioni più contenute rispetto all’indice più ampio, e hanno registrato performance superiori da inizio anno.

Tra i “buyback aristocrats” figurano nomi come Bank of America (BAC), JPMorgan Chase (JPM), Applied Materials (AMAT), eBay (EBAY), Ross Stores (ROST) e TJX Companies (TJX), secondo l’analisi di Goldman Sachs.