La proposta fiscale sulle stablecoin in Francia rischia di spingere l’attività crypto all’estero, avverte Chainalysis
- 14 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Francois Volpoet, amministratore delegato per la Francia di Chainalysis, ha dichiarato:
“Vogliamo che più contribuenti dichiarino i loro beni, o un’aliquota più alta applicata a una base sempre più elusa?”
Nella risposta Volpoet ha messo in guardia sui rischi che alcune proposte fiscali possano indebolire gli sforzi per integrare le transazioni in criptovalute nel sistema finanziario regolamentato.
Dettagli delle proposte fiscali
Il comitato per le finanze ha sostenuto, in una delle modifiche approvate a ottobre, l’obbligo per i contribuenti francesi di dichiarare wallet auto-gestiti contenenti almeno €100.000 in criptovalute. In caso di omissione sono previste sanzioni che possono arrivare fino a circa 11.600 dollari.
Parallelamente, un’altra proposta estenderebbe la exit tax francese alle partecipazioni in criptovalute di valore approssimativo pari a 900.000 dollari, sottoponendo i guadagni non realizzati alle stesse regole fiscali che oggi riguardano gli azionisti ricchi che trasferiscono la residenza all’estero.
Una modifica separata, approvata in precedenza, prevede inoltre la possibilità per gli investitori di riportare in avanti le perdite da criptovalute fino a 10 anni, avvicinando il trattamento fiscale di queste perdite a quello applicato alle azioni.
Problemi di sorveglianza e privacy
Secondo Volpoet, le autorità hanno maggiore facilità a monitorare le transazioni effettuate con stablecoin regolamentati rispetto agli scambi eseguiti su piattaforme di DeFi o tramite wallet auto-gestiti. Questa osservazione sottolinea un dilemma: regole troppo stringenti sulla dichiarazione dei portafogli personali potrebbero spingere gli utenti verso strumenti meno tracciabili.
Inoltre, il dirigente ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza fisica dei detentori di criptovalute: nei primi sette mesi dell’anno l’Europa ha registrato 39 dei 52 episodi globali di aggressioni fisiche legate a criptovalute, con la Francia che ne è responsabile per 33, ossia il 63,5% del totale mondiale segnalato.
Implicazioni politiche ed economiche
Le modifiche proposte mirano a rafforzare la capacità dello Stato di tassare le attività digitali e di contrastare l’elusione, ma sollevano questioni pratiche e politiche: la definizione di soglie, la protezione dei dati sensibili e il rischio di spostamento dell’attività verso mercati non regolamentati.
Per gli operatori di mercato e per gli investitori istituzionali, una maggiore trasparenza può tradursi in una migliore integrazione delle criptovalute nei portafogli regolamentati; al tempo stesso, l’inasprimento delle regole può ridurre l’appetito dei piccoli risparmiatori per asset percepiti come meno sicuri o più onerosi dal punto di vista fiscale.
Sul piano internazionale, misure nazionali rigide rischiano di innescare fenomeni di arbitraggio fiscale e di spostamento di risorse verso giurisdizioni più permissive, rendendo necessario un coordinamento a livello europeo per evitare distorsioni nella concorrenza fiscale.
Prospettive per il mercato delle criptovalute
L’introduzione di obblighi di dichiarazione e di estensioni dell’exit tax potrebbe avere effetti differenziati: da un lato aumentare la compliance formale, dall’altro incentivare l’uso di servizi decentralizzati e l’adozione di strumenti crittografici più difficili da monitorare.
Per i gestori patrimoniali, la disponibilità a integrare criptovalute nei prodotti regolamentati dipenderà anche dalla chiarezza normativa e dalla prevedibilità fiscale. Le regole su carryforward delle perdite, se confermate, sono invece un segnale positivo per la maturazione del mercato, perché riducono l’asimmetria tra asset tradizionali e digitali.
Conclusione
Le misure discusse mettono in evidenza la tensione tra la necessità di tassare adeguatamente le criptovalute e la volontà di non spingere gli operatori verso canali meno controllabili. La sfida per i legislatori è trovare un equilibrio che tuteli le entrate fiscali e la sicurezza dei cittadini senza soffocare l’innovazione finanziaria.
In sintesi
- Una maggiore imposizione e obblighi di dichiarazione possono aumentare la compliance, ma rischiano di deviare volumi verso piattaforme decentralizzate, riducendo la tracciabilità delle transazioni.
- L’estensione dell’exit tax e la soglia per i wallet auto-gestiti influiranno sulle decisioni di residenza fiscale e sulla gestione patrimoniale internazionale, con possibili effetti sui flussi di capitale.
- La possibilità di riportare le perdite da criptovalute per dieci anni migliora la simmetria fiscale rispetto ai mercati azionari e potrebbe incentivare investimenti istituzionali più strutturati.