Coins.ph, la più grande piattaforma di criptovalute delle Filippine, nel mirino della banca centrale
- 14 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Diverse figure di rilievo nel reparto compliance di Coins.ph hanno lasciato l’azienda nelle ultime settimane, tra cui la responsabile della conformità Lexi Herrera, il capo del monitoraggio delle transazioni anti-riciclaggio Chris Beaño e la referente per le segnalazioni di riciclaggio Irish Calagui.
Circa un anno fa la Banca centrale delle Filippine ha avviato una stretta sull’uso delle applicazioni di portafoglio elettronico per scopi legati al gioco d’azzardo, imponendo agli operatori sotto la sua vigilanza di rimuovere l’accesso diretto alle piattaforme di scommesse all’interno delle app.
La misura ha indotto alcuni operatori del gioco a migrare verso Coins.ph, secondo fonti vicine al dossier. Per questi soggetti la piattaforma offriva inoltre la possibilità di utilizzare criptovalute e stablecoin per compensare partner esteri, facilitando pagamenti internazionali che tradizionalmente passano attraverso canali bancari regolamentati.
La recente restrizione imposta a Coins.ph si è distinta perché non è stata definita nel tempo: a differenza delle sospensioni temporanee applicate per problemi tecnici o per il mancato rispetto di requisiti operativi, in questo caso non è stata comunicata una motivazione pubblica né una scadenza precisa.
Impatto sulla compliance e sui controlli interni
La perdita di responsabili chiave della compliance può indebolire la capacità di monitoraggio delle transazioni e di segnalazione di operazioni sospette, aumentando il rischio di nuove irregolarità. In particolare, l’assenza di figure con responsabilità su AML e sorveglianza delle transazioni rende più complessa la gestione dei flussi di pagamenti in criptovalute e stablecoin.
Una struttura di controllo meno robusta espone l’azienda a possibili interventi regolatori più incisivi, sanzioni o obblighi di adeguamento imposti dalla vigilanza finanziaria. Per gli utenti e i partner commerciali, ciò può tradursi in limitazioni dei servizi o in un peggioramento della fiducia verso la piattaforma.
Contesto normativo e rischi per il mercato
La Banca centrale delle Filippine esercita poteri estesi sugli emittenti di moneta elettronica e sui prestatori di servizi di pagamento, con particolare attenzione alle pratiche di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Restrizioni mirate possono essere parte di una strategia più ampia per disciplinare l’uso di strumenti digitali in settori sensibili come il gioco d’azzardo online.
Per il settore delle criptovalute e per gli operatori di portafogli digitali, questa vicenda sottolinea la necessità di mantenere standard elevati di controllo interno e trasparenza, soprattutto quando le piattaforme fungono da ponte per trasferimenti transfrontalieri verso partner offshore.
Proprietà e evoluzione aziendale
Coins.ph è stata tra le prime applicazioni di portafoglio e scambio di cripto nelle Filippine, evolvendosi successivamente verso servizi finanziari più ampi. Nel gennaio 2019 la società è stata acquistata dal gruppo tecnologico indonesiano Gojek per 95 milioni di dollari e in seguito è stata ceduta a Wei Zhou, già direttore finanziario di Binance.
Questi passaggi proprietari riflettono l’interesse internazionale per il mercato dei pagamenti digitali nel sud-est asiatico, ma evidenziano anche come cambi di controllo possano richiedere adeguamenti nella governance e nei processi di compliance.
Prospettive per utenti e investitori
Gli utenti della piattaforma e i potenziali investitori dovrebbero monitorare l’evoluzione della situazione regolatoria e la capacità dell’azienda di ricostituire un team di compliance solido. Eventuali misure prolungate o nuove prescrizioni potrebbero influenzare la disponibilità di certe funzionalità e la liquidità dei flussi in criptovalute.
Per gli operatori economici che si affidano a portafogli digitali per pagamenti internazionali, la vicenda mette in luce il trade-off tra rapidità delle transazioni e conformità normativa: la ricerca di canali alternativi per ridurre i costi può aumentare la vulnerabilità a interventi regolatori.
Raccomandazioni operative
Le imprese che operano nel settore dei pagamenti digitali dovrebbero rafforzare le procedure di Know Your Customer (KYC), migliorare il monitoraggio delle transazioni e prevedere piani di continuità operativa per casi di restrizioni regolatorie. Investire in controlli interni e dialogo proattivo con le autorità può ridurre il rischio di azioni correttive.
In sintesi
- L’indebolimento del team di compliance aumenta il rischio regolatorio e può tradursi in restrizioni operative che penalizzano la liquidità e la fiducia degli utenti.
- Per gli investitori, la situazione rappresenta un indicatore di rischio governance: cambi di leadership e controlli inadeguati possono ridurre il valore d’impresa e complicare eventuali uscite o finanziamenti.
- Per le imprese italiane che utilizzano servizi di pagamento internazionale, l’episodio evidenzia la necessità di diversificare i canali di pagamento e di valutare l’esposizione a provider soggetti a mercati regolatori volatili.