Economia dello spazio: Luiss lancia Aspera per potenziare la competitività delle imprese
- 13 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È nata con l’obiettivo di tradurre il diritto alle esigenze della nuova economia spaziale il progetto Aspera, promosso nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Lotus della Luiss School of Law in collaborazione con Avio, azienda di riferimento nel settore aerospaziale nazionale. La questione centrale, secondo Paola Severino, è rendere l’ordinamento italiano attrattivo per le industrie spaziali senza sacrificare gli interessi pubblici e gli impegni internazionali del Paese.
L’incontro intitolato «L’industria italiana dello spazio tra legge nazionale e discipline straniere» ha riunito rappresentanti delle istituzioni, accademici e imprese per delineare possibili strategie di competitività e rafforzamento commerciale del comparto nazionale.
La normativa italiana
Il dibattito si è concentrato sull’impatto della legge 89, approvata dal Parlamento a giugno 2025, che rappresenta il primo testo organico dell’ordinamento italiano sull’economia dello spazio. Per molti osservatori la norma è un punto di partenza necessario, ma la sua efficacia dipenderà dall’attuazione pratica e dai decreti applicativi che la seguiranno.
Paola Severino ha dichiarato:
“Occorre un equilibrio: la normativa deve attrarre operatori nazionali e internazionali, tutelare l’interesse pubblico e rispettare gli obblighi internazionali dell’Italia. La sfida vera è nell’applicazione della legge, non solo nella sua formulazione.”
Secondo i partecipanti, è essenziale che la regolazione non trasformi l’Italia in un ambiente burocraticamente proibitivo per le imprese, soprattutto considerando la forza tecnologica e commerciale di molte realtà italiane nel settore spaziale.
Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, ha affermato:
“Lo sviluppo del settore negli ultimi anni è impressionante: dieci anni fa erano circa 1.500 gli oggetti in orbita, oggi superano i 17.000. Serve una normativa che eviti il Far West orbitale ma che non soffochi la crescita con eccessiva burocrazia.”
Ranzo ha sottolineato la necessità di un regime autorizzatorio chiaro, ma rapido e flessibile, capace di accompagnare l’espansione delle imprese italiane e attrarre investimenti stranieri senza porre barriere all’internazionalizzazione.
Alberto Carboni, adviser aerospazio del Centro Studi di Confindustria, ha commentato che disporre di una legge è importante, ma occorre che la sua implementazione diventi un vantaggio competitivo e non un ostacolo per le imprese.
Il progetto Aspera
Aspera (acronimo di Autorizzazioni spaziali estere e riconoscimenti amministrativi) si propone di facilitare l’operatività delle imprese italiane sui mercati esteri, verificando che la normativa nazionale non penalizzi la competitività. Il progetto mira anche a fornire linee guida pratiche per chi opera nei segmenti satellite, lanci e servizi spaziali.
Aldo Sandulli, coordinatore dell’Osservatorio Lotus, ha spiegato:
“In fase applicativa emergono asperità e difficoltà: il lavoro di Aspera punta a individuare soluzioni pratiche che consentano alle imprese di crescere e collaborare a livello internazionale, nel rispetto delle regole.”
Il progetto propone di analizzare aspetti come licenze, responsabilità civile e amministrativa, interoperabilità normativa con altri ordinamenti e meccanismi di riconoscimento reciproco, elementi che influenzano direttamente capacità di export, partnership e attrazione di investimenti esteri.
Implicazioni economiche e strategiche
Il quadro normativo influisce su molteplici leve economiche: catene di fornitura, centri di ricerca, poli tecnologici e servizi a valle dipendono da regole stabili ma agili. Un equilibrio regolatorio può favorire la nascita di start-up, l’ingresso di capitali esteri e la creazione di posti di lavoro ad alto contenuto tecnologico.
Sul piano internazionale, una regolazione credibile e coerente aumenta la capacità contrattuale delle imprese italiane nelle joint venture per lanci, costruzione di satelliti e servizi di osservazione e comunicazione. Al contempo, richiede un sistema di vigilanza e procedure autorizzatorie efficaci per gestire rischi e responsabilità.
Per il sistema paese, favorire l’internazionalizzazione del settore spaziale significa anche valorizzare investimenti in ricerca e sviluppo, consolidare relazioni industriali con partner esteri e attrarre filiere tecnologiche avanzate che contribuiscono alla crescita economica e alla sovranità tecnologica.
Prossimi passi e sfide applicative
Il lavoro ora si concentra sulla definizione dei decreti attuativi e sulle procedure operative che tradurranno i principi della legge 89 in regole pratiche. Serve un confronto continuo tra istituzioni, imprese e mondo accademico per evitare incoerenze e ritardi che potrebbero penalizzare la competitività delle imprese italiane.
Occorre, inoltre, monitorare l’evoluzione normativa internazionale per garantire che l’Italia sia allineata alle migliori pratiche e in grado di offrire certezze agli investitori, mantenendo al contempo al centro la tutela dell’interesse pubblico e la responsabilità internazionale.
In sintesi
- Una regolazione chiara e flessibile può aumentare l’attrattività dell’Italia per investimenti privati esteri, accelerando la crescita di filiere ad alta tecnologia e riducendo il rischio che la burocrazia freni l’innovazione.
- Per gli investitori, la certezza normativa e procedure autorizzatorie efficienti sono fattori decisivi: il successo del settore dipenderà dalla rapidità con cui i decreti attuativi tradurranno la legge in pratiche operative.
- L’integrazione tra imprese, centri di ricerca e istituzioni favorisce la competitività sui mercati internazionali e rafforza la sovranità tecnologica nazionale, con ricadute occupazionali e industriali a lungo termine.