Amazon tratta l’acquisizione di Decart per circa 7 miliardi di dollari e rafforza la strategia sui chip AI
- 13 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Amazon sarebbe in trattativa per acquisire Decart, startup specializzata in software per l’intelligenza artificiale, in un’operazione che potrebbe raggiungere un valore di circa 7 miliardi di dollari. I colloqui sarebbero ancora in corso e un accordo potrebbe essere raggiunto in tempi relativamente brevi, anche se al momento non risulta definita un’intesa conclusiva.
L’interesse del gruppo si concentra sulle tecnologie sviluppate da Decart per rendere più semplice il passaggio delle applicazioni tra differenti chip AI, un’area particolarmente rilevante per Amazon Web Services (AWS) mentre Amazon continua a sviluppare infrastrutture proprietarie dedicate all’intelligenza artificiale.
Decart può rafforzare la strategia infrastrutturale di Amazon
Il principale elemento strategico dell’operazione riguarda la capacità di Decart di sviluppare software che permette agli sviluppatori di utilizzare con maggiore flessibilità differenti tipologie di acceleratori per l’intelligenza artificiale.
Una tecnologia di questo tipo può ridurre la dipendenza da una singola architettura hardware e facilitare la distribuzione dei carichi di lavoro AI su infrastrutture differenti.
Per Amazon, l’eventuale acquisizione potrebbe quindi rafforzare il collegamento tra software, servizi cloud e semiconduttori proprietari, ampliando gli strumenti messi a disposizione degli sviluppatori attraverso AWS.
Trainium3 al centro del rapporto con la startup
La relazione tra le due società non sarebbe nuova. Amazon ha sviluppato il proprio chip Trainium3, progettato per sostenere carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, e nel 2025 AWS aveva concesso a Decart un accesso anticipato alla tecnologia.
Questo precedente rapporto tecnologico rappresenta uno degli elementi che rendono l’eventuale integrazione particolarmente coerente con la strategia del gruppo.
L’acquisizione consentirebbe infatti ad Amazon di incorporare competenze software complementari allo sviluppo dei propri chip, rafforzando un modello nel quale infrastruttura cloud e hardware proprietario vengono gestiti in maniera sempre più integrata.
Decart era già stata valutata circa 4 miliardi
La startup aveva raccolto 300 milioni di dollari a maggio, raggiungendo una valutazione prossima ai 4 miliardi di dollari.
L’eventuale operazione con Amazon, se conclusa intorno ai 7 miliardi indicati, rappresenterebbe quindi un significativo incremento rispetto alla valutazione raggiunta pochi mesi prima.
La crescita dell’interesse intorno a Decart riflette anche il valore strategico delle tecnologie capaci di migliorare l’interoperabilità tra differenti piattaforme di calcolo AI, in un mercato caratterizzato da una domanda crescente di capacità computazionale.
Anche Anthropic aveva valutato un’acquisizione
Decart era già finita nel radar di un altro importante operatore dell’intelligenza artificiale.
Nei mesi successivi alla raccolta di capitale, Anthropic avrebbe infatti discusso una possibile acquisizione della società, valutandola intorno ai 6 miliardi di dollari. I colloqui non avrebbero però portato a un accordo.
L’interesse manifestato da più operatori sottolinea il ruolo potenziale della startup all’interno dell’ecosistema AI, soprattutto in relazione alla gestione dell’infrastruttura e alla possibilità di spostare più facilmente i carichi di lavoro tra differenti chip.
Amazon punta a un ecosistema AI più integrato
Per Amazon, la possibile acquisizione di Decart si inserirebbe in una strategia orientata a rafforzare il controllo delle diverse componenti dell’infrastruttura AI.
Attraverso AWS, i chip Trainium3 e le tecnologie software della startup, il gruppo potrebbe aumentare la flessibilità offerta agli sviluppatori e rendere più stretta l’integrazione tra hardware proprietario e servizi cloud.
La fase decisiva resta tuttavia quella negoziale: le discussioni risultano ancora aperte e non vi è certezza che conducano alla firma di un accordo. Se completata, l’operazione rappresenterebbe comunque un nuovo tassello nella competizione per tecnologie e competenze strategiche legate all’intelligenza artificiale.