Lvmh delude il mercato: ricavi in calo dell’1,6% a cambi correnti
- 12 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Lvmh non ha interrotto gli investimenti in Cina, ha ribadito la direttrice finanziaria del gruppo, confermando l’importanza strategica di quel mercato per le prospettive a medio-lungo termine dell’azienda.
Tuttavia, il flusso di notizie provenienti dal paese asiatico ha inciso sul cosiddetto feelgood factor, influenzando la fiducia dei consumatori e la loro propensione alla spesa. In particolare, la discussione sulla tassazione degli acquisti effettuati da clienti cinesi all’estero è stata citata come elemento capace di alterare il sentiment e quindi i volumi d’acquisto.
La ripartizione geografica dei ricavi mette in luce il peso dominante dell’Asia (escluso il Giappone), che incide per il 27% sul fatturato complessivo, seguita da Stati Uniti (25%) ed Europa esclusa la Francia (18%). Altri mercati valgono il 14%, mentre la Francia e il Giappone pesano ciascuno per l’8%.
I primi nove mesi
Lvmh chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi per 57,15 miliardi di euro, in calo dell’1,6% rispetto ai 58,09 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Al netto delle variazioni valutarie e dei cambiamenti nel perimetro di consolidamento, la crescita organica risulta positiva e pari al 2%, a testimonianza di una tenuta resiliente in alcune aree del portafoglio.
La crescita organica è stata supportata soprattutto dalle categorie Watches & Jewelry, Wines & Spirits e dalla distribuzione selettiva. A frenare la performance complessiva del gruppo, guidato da Bernard Arnault, è stata la debolezza della domanda in Cina, che nel terzo trimestre ha influito in modo marcato sulla divisione Fashion & Leather.
Nel dettaglio dei nove mesi, la divisione Fashion & Leather registra ricavi per 26,39 miliardi (-4% in termini riportati, -2% su base organica). Per il marchio Dior si segnala una domanda solida nelle linee prêt‑à‑porter e leather goods; buone performance anche per Loro Piana. Le altre divisioni mostrano risultati differenziati: Wines & Spirits a circa 4 miliardi (+3% reported, +5% organico), Perfumes & Cosmetics a 5,92 miliardi (-2% reported, stabile su base organica), Watches & Jewelry a 7,72 miliardi (+4% reported, +8% organico) e il segmento Retailing (principalmente Sephora) a 12,47 miliardi (-1% reported, +6% organico).
Prospettive per il 2026
Per la parte finale dell’anno Lvmh segnala un contesto economico e geopolitico ancora incerto e non diffonde obiettivi quantitativi definiti per ricavi o redditività sull’intero esercizio. La strategia resterà incentrata sul rafforzamento dei marchi iconici, sul rinnovamento creativo e sull’offerta di nuove esperienze in negozio.
La roadmap del gruppo prevede inoltre un focus sull’eccellenza manifatturiera, investimenti mirati nelle filiere chiave e una maggiore agilità organizzativa per preservare la desiderabilità dei prodotti e consolidare la leadership globale nel settore del lusso. Questi elementi sono pensati anche per mitigare l’impatto di fluttuazioni della domanda in specifici mercati, come quello cinese, e per sfruttare opportunità legate al turismo di lusso e alla domanda locale.
Dal punto di vista degli stakeholder e degli operatori italiani del settore, la scelta di proseguire gli investimenti in Cina mantiene aperte opportunità per fornitori e artigiani nazionali: l’orientamento verso prodotti di alta gamma e produzione di qualità può tradursi in ordini e collaborazioni più stabili per le filiere produttive italiane.
In sintesi
- L’esposizione del gruppo al mercato cinese aumenta la volatilità dei ricavi, ma la strategia di investimento mirato mantiene aperte le prospettive di crescita a medio termine.
- Per gli investitori, la crescita organica positiva e la diversificazione geografica riducono il rischio sistemico, benché rimanga elevata la sensibilità alle notizie macro e alle politiche fiscali sui consumi internazionali.
- Le imprese italiane della filiera del lusso possono vedere opportunità di consolidamento commerciale se sapranno allinearsi agli standard di eccellenza produttiva richiesti dai marchi globali.