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I mercati asiatici hanno mostrato una tendenza negativa, con Tokyo in calo dopo le dichiarazioni della Banca del Giappone. Nonostante il rialzo dei titoli tecnologici, trainato da Nvidia e Intel, che ha spinto Wall Street verso nuovi massimi storici, l’andamento in Asia è stato in generale debole.

La Banca del Giappone ha comunicato l’intenzione di iniziare una graduale riduzione delle proprie partecipazioni in ETF azionari nazionali. Sebbene il tasso di interesse di riferimento sia rimasto invariato, questa strategia conferma l’intenzione di procedere verso un inasprimento della politica monetaria, nonostante le crescenti preoccupazioni riguardo all’impatto dei dazi statunitensi sull’economia globale.

L’indice Nikkei ha chiuso a 45.045,81 punti, segnando un calo dello 0,57%, mentre l’indice più ampio Topix è sceso dello 0,36%, attestandosi a 3.147,46 punti.

La Banca del Giappone ha sottolineato in una nota:

«La crescita economica nipponica è destinata a rallentare a causa delle politiche commerciali adottate da diversi Paesi, che stanno frenando l’espansione globale e incidendo negativamente sui profitti delle aziende».

Inflazione giapponese in calo, ma ancora sopra l’obiettivo

Successivamente, è stato diffuso il dato sull’inflazione di agosto, che ha toccato il livello più basso degli ultimi dieci mesi, scendendo al 2,7% rispetto al 3,1% di luglio. Malgrado questo calo, il tasso resta comunque superiore all’obiettivo fissato dalla Banca del Giappone.

Il dato core, che esclude i prezzi di cibo fresco ed energia, è invece salito al 3,3%, trainato soprattutto dall’aumento rilevante dei prezzi alimentari, cresciuti dell’8%. In particolare, il prezzo del riso ha registrato un incremento del 68,8% su base annua ad agosto, una dinamica spinta da una domanda superiore alle attese e da condizioni climatiche sfavorevoli.

Questa situazione ha rappresentato una sfida significativa per le politiche agricole del governo giapponese, che si è trovato sotto pressione durante le elezioni parziali per il rinnovo del Senato tenutesi a luglio.

Mercati cinesi in attesa del colloquio tra Trump e Xi Jinping

Per quanto riguarda i mercati cinesi, l’indice Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato lo 0,1%, chiudendo a 26.576,59 punti, mentre l’indice composito di Shanghai ha segnato una leggera flessione sotto lo 0,1%, assestandosi a 3.830,65 punti.

Gli investitori osservano con attenzione l’attesa telefonata tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, prevista per la giornata, che potrebbe affrontare le questioni relative ai dazi e definire un accordo volto a permettere a TikTok di proseguire le sue attività negli Stati Uniti.

Andamento degli altri mercati nella regione Asia-Pacifico

L’indice australiano S&P/ASX 200 ha registrato una crescita dello 0,6%, chiudendo a 8.799,80 punti, recuperando dopo i cali del giorno precedente causati da dati sul mercato del lavoro meno incoraggianti.

In Corea del Sud, il Kospi ha perso lo 0,7%, fermandosi a 3.436,48 punti. Anche l’indice BSE Sensex dell’India ha chiuso in calo dello 0,4%, interrompendo una serie di guadagni precedenti.

Infine, il Taiex di Taiwan ha subito un ribasso dello 0,4%.