Priorità per rilanciare la competitività e sfruttare i fondi UE
- 10 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Garantire risorse adeguate per la competitività del sistema produttivo e semplificare in modo deciso le regole sugli aiuti di Stato: queste sono state le richieste principali emerse nel convegno Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività, promosso da Confindustria e ospitato da Unindustria Lazio a Roma.
L’iniziativa, tappa dedicata al Centro Italia del percorso di confronto avviato da Confindustria nelle cinque circoscrizioni elettorali del Parlamento europeo, ha riunito gli europarlamentari della Circoscrizione Italia Centrale, i rappresentanti delle Confindustrie regionali e le istituzioni locali per discutere le prospettive del prossimo QFP, il principale strumento di programmazione finanziaria pluriennale dell’Unione europea.
Al dibattito hanno partecipato numerosi rappresentanti del mondo imprenditoriale e delle istituzioni: tra questi Giuseppe Biazzo (presidente di Unindustria), Fabrizio Bernini (presidente di Confindustria Toscana), Paolo Ceci (presidente del Comitato Regionale della Piccola Industria di Confindustria Marche) e Giammarco Urbani (presidente di Confindustria Umbria).
Hanno inoltre portato contributi tecnici e di policy Antonio Matonti (direttore Divisione Policy e Advocacy di Confindustria), Annalisa Sassi (presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali di Confindustria), Francesco De Santis (vicepresidente Confindustria per Ricerca e Sviluppo), Matteo Borsani (direttore Area Affari Europei di Confindustria) e Pierpaolo Pontecorvo (delegato di Unindustria agli Affari Europei).
Tra i rappresentanti istituzionali sono intervenuti Roberta Angelilli (vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo) e i parlamentari europei Salvatore De Meo (Forza Italia), Nicola Procaccini (Fratelli d’Italia), Camilla Laureti (Partito Democratico), Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Dario Nardella (Partito Democratico).
Il nuovo bilancio europeo e le ricadute per l’industria
Nel corso del confronto è emersa in modo chiaro la centralità della politica di coesione come leva per rafforzare la competitività territoriale e favorire l’allineamento tra strategie di sviluppo regionale e politiche industriali europee. La definizione del nuovo bilancio pluriennale condizionerà direttamente la capacità delle imprese italiane di investire, innovare e competere sui mercati internazionali.
Il dibattito ha approfondito l’evoluzione degli strumenti europei destinati a finanziare la competitività, la ricerca e l’innovazione, con particolare attenzione ai meccanismi che possono sostenere progetti ad alto impatto tecnologico e alla necessità di orientare le risorse verso filiere strategiche. Il confronto ha messo in dialogo esigenze territoriali e posizioni degli europarlamentari coinvolti nel negoziato, evidenziando le possibili implicazioni per la programmazione regionale e nazionale.
Per chiarire: il QFP stabilisce tetti di spesa e priorità politiche per l’Unione europea su un orizzonte pluriennale; le scelte su stanziamenti e condizioni d’accesso ai fondi hanno effetti diretti su cofinanziamento nazionale, capacità di spesa delle amministrazioni regionali e su come le imprese possono pianificare investimenti a medio termine.
Priorità alla semplificazione
Giuseppe Biazzo ha dichiarato:
“La programmazione europea 2028–2034 deve garantire risorse adeguate alla competitività del sistema produttivo, sostenendo investimenti ad alto impatto industriale anche delle grandi imprese.”
Giuseppe Biazzo ha aggiunto:
“È necessaria una netta semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato: vanno superati i vincoli territoriali e le rigidità che oggi impediscono a molte imprese e a numerosi progetti di beneficiare dei sostegni europei, con conseguenti perdite di opportunità di innovazione e produttività.”
Il messaggio degli imprenditori è stato chiaro: ridurre la complessità amministrativa e armonizzare le regole sugli aiuti può accelerare l’assorbimento dei fondi, aumentare l’efficacia degli interventi e rendere più attraente il contesto per investimenti privati, inclusi quelli in tecnologie green e digitali.
Il ruolo delle Regioni e delle politiche territoriali
Per una regione come il Lazio, è stato sottolineato, le risorse del FESR rivestono un ruolo decisivo nel sostenere competitività, digitalizzazione e transizione ecologica, nel ridurre i divari tra Roma e le province e nel rafforzare filiere industriali strategiche a livello nazionale ed europeo, come il biomedicale e l’aerospazio.
Roberta Angelilli ha spiegato:
“È fondamentale che le Regioni mantengano un ruolo attivo nella programmazione e nella gestione dei fondi strutturali, migliorando al contempo le sinergie con le strategie nazionali e valorizzando progetti interregionali.”
Nel dibattito è emersa la proposta di adottare criteri di valutazione delle performance più stringenti e omogenei, incentivare progetti sovraregionali e rafforzare la capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni locali per accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi. Lazio, Toscana, Umbria e Marche hanno chiesto un’attenzione concertata alle loro specificità economiche e produttive.
È stata inoltre discussa la necessità di collegare meglio i fondi strutturali europei con altri strumenti finanziari e programmi di investimento, per creare pacchetti di finanziamento che possano attrarre capitale privato e sostenere la crescita delle filiere strategiche italiane.
Implicazioni politiche e prossime mosse
L’incontro ha rappresentato un momento di raccordo tra mondo produttivo e rappresentanza politica in vista dei negoziati sul QFP. Le posizioni emerse saranno utili per orientare le richieste italiane nelle sedi europee, con l’obiettivo di calibrare stanziamenti e regole in modo da massimizzare l’impatto sulle imprese e sui territori.
I parlamentari europei intervenuti hanno ricevuto le sollecitazioni e le proposte operative dalle imprese e dalle Regioni, con l’impegno a tenere conto delle priorità indicate nella fase di negoziazione interistituzionale tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea.
Nel medio termine, un quadro finanziario più favorevole e procedure semplificate potrebbero tradursi in un aumento degli investimenti privati in ricerca e sviluppo, nell’adozione di tecnologie abilitanti e in una maggiore resilienza delle filiere locali ai cambiamenti globali.
In sintesi
- Una maggiore semplificazione delle regole sugli aiuti di Stato potrebbe ridurre i tempi di attuazione dei progetti e aumentare la capacità delle imprese italiane di attrarre cofinanziamenti privati, con effetti positivi sugli investimenti in innovazione.
- Il rafforzamento del ruolo delle Regioni nella programmazione favorirebbe interventi più mirati alle filiere locali, migliorando l’efficacia degli stanziamenti europei e la coesione territoriale, ma richiede standard di governance e misurazione delle performance più elevati.
- Un QFP orientato a sostenere progetti ad alto impatto industriale può incentivare la transizione tecnologica e green delle imprese italiane, aumentando la competitività sui mercati internazionali se accompagnato da politiche di supporto alla capacità amministrativa e finanziaria.