Ex Ilva, sospensione temporanea dell’area a caldo: decreto cig da 125 milioni in arrivo

Acciaierie d’Italia ha eseguito a Taranto l’ultima colata di ghisa dall’altoforno 2, che è stato poi posto in preriscaldo, ovvero mantenuto in stato tecnico minimo senza produzione. Contestualmente, l’azienda ha comunicato alle autorità locali la sospensione immediata di tutte le attività dell’area a caldo e ha informato gli stabilimenti liguri di Genova e Novi che entro il 15 novembre è prevista una fermata temporanea generale degli impianti.

La decisione deriva da due fattori: l’avvicinarsi della scadenza prevista (90 giorni dal 27 luglio) del decreto emesso dalla Corte d’Appello di Milano che impone lo spegnimento dell’area a caldo a Taranto, e l’esaurimento delle materie prime nello stabilimento pugliese, non acquistate a seguito del provvedimento giudiziario. Il decreto della Corte d’Appello è esecutivo e potrà essere sospeso solo dalla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sui ricorsi di Ilva e di Acciaierie d’Italia nell’udienza del 20 ottobre.

Sospensione e misure per i lavoratori

Ieri sera si è svolto un incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. All’incontro hanno partecipato i ministri Marina Calderone (Lavoro), Adolfo Urso (Imprese), Giancarlo Giorgetti (Economia, in videocollegamento) e il sottosegretario con delega al Sud, Luigi Sbarra.

Per fronteggiare l’impatto occupazionale, è stata prevista l’attivazione della cassa integrazione sia per i dipendenti diretti sia per il personale dell’indotto. In particolare, è prevista la cassa in deroga per il personale dell’indotto-appalto (stanziati circa 80 milioni) e l’integrazione tramite una cassa straordinaria per i dipendenti di Acciaierie d’Italia e di Ilva (circa 45 milioni), con copertura fino a giugno.

Questi interventi saranno inseriti in un nuovo decreto legge. Altri strumenti allo studio includono l’estensione della Cigs ad ulteriori lavoratori (si ipotizzano circa 4.200 unità) e misure per uscite incentivanti, ma al momento permangono limiti di copertura finanziaria.

Profili giudiziari e posizionamento del Governo

Alfredo Mantovano ha richiamato gli ultimi sviluppi della vicenda giudiziaria, ricordando che le osservazioni del Procuratore generale della Cassazione — pur non vincolanti per le Sezioni Unite — esprimono critiche sul decreto della Corte d’Appello di Milano in relazione ai rischi legati all’amianto e alle polveri sottili. Tuttavia, ha sottolineato che il parere del Procuratore generale non sospende l’efficacia del provvedimento dei giudici milanesi.

Alfredo Mantovano ha dichiarato:

“Uno dei punti che stiamo approfondendo non è tanto sterilizzare del tutto il decreto della Corte d’Appello con una nuova norma, il che sarebbe giuridicamente impossibile, quanto evitare il rischio che la piena e totale esecuzione dell’ordine di spegnimento degli altoforni renda vana un’eventuale decisione della Cassazione che dovesse consentire ai forni di restare in attività.”

Alfredo Mantovano ha aggiunto:

“Stiamo verificando se esistono margini per non arrivare allo spegnimento completo, in modo da non determinare un pregiudizio totale agli impianti. Non si tratta di una norma di disapplicazione del decreto della Corte d’Appello, ma di una misura che consenta, qualora vi siano i margini giuridici ed economici, di mantenere in riscaldo gli impianti fino a una decisione chiara della Corte di Cassazione.”

Transizione produttiva e piano Dri

Sul fronte industriale, il Governo mantiene l’obiettivo di orientare la produzione verso un’acciaieria a minore impatto ambientale, basata su un impianto Dri e forni elettrici, purché tutto rientri in un piano industriale credibile. Secondo Mantovano, le risorse necessarie per il Dri sarebbero disponibili e alcune somme attualmente individuate (intorno a 800 milioni) potrebbero essere riqualificate come finanziamenti per la decarbonizzazione, concentrandosi sull’area di Taranto.

Tuttavia, la realizzazione pratica dipenderà dall’esito della procedura per l’acquisizione degli asset: i termini per la presentazione delle offerte finali sono stati prorogati dal 15 ottobre all’8 novembre. In base al piano industriale che presenterà la cordata vincente, il Governo potrebbe valutare ulteriori impegni economici, fino a 400 milioni aggiuntivi per il Dri, portando il totale potenziale a circa 1,2 miliardi.

Conseguenze operative e tempi

La sospensione delle attività nell’area a caldo e la riduzione delle scorte di materie prime hanno effetti immediati sulla catena produttiva e sull’indotto locale. Il mantenimento in preriscaldo degli impianti rappresenta una soluzione tecnica temporanea per preservare la possibilità di ripresa produttiva in caso di esito favorevole in sede di Cassazione, ma comporta costi e incertezze gestionali fino alla definizione giuridica della vicenda.

Per le imprese coinvolte e per i fornitori dell’indotto, la priorità sarà valutare gli scenari finanziari e logistici a breve termine, mentre le istituzioni nazionali e locali dovranno coordinare misure di sostegno per mitigare l’impatto occupazionale e favorire la transizione verso soluzioni produttive più sostenibili.

In sintesi

  • La sospensione degli impianti riduce l’offerta di acciaio nel breve periodo, con possibili rialzi dei prezzi e pressioni sui fornitori italiani che dipendono dallo stabilimento di Taranto.
  • Le misure di integrazione salariale attenuano l’impatto sociale, ma l’incertezza sui finanziamenti e sui tempi giuridici aumenta il rischio per gli investitori interessati alla riconversione industriale.
  • Un piano Dri finanziato pubblicamente potrebbe accelerare la decarbonizzazione della siderurgia italiana, ma richiede garanzie industriali convincenti per attrarre capitali privati e limitare l’esposizione del bilancio pubblico.
  • Per il territorio pugliese, la priorità resta bilanciare la tutela della salute e dell’ambiente con la salvaguardia dell’occupazione: le decisioni della Corte di Cassazione e la qualità dei progetti industriali determineranno l’evoluzione economica locale.


Author: Tony
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