Asfalto: il caro dell’energia fa impennare i costi
- 7 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il valore della produzione del conglomerato bituminoso ha raggiunto i 4 miliardi di euro, mentre la produzione si è attestata a circa 34,8 milioni di tonnellate, con una crescita del 3,6% rispetto al 2025: è questo il quadro che emerge da un rapporto elaborato da Siteb in occasione dell’apertura di Asphaltica 2026, la manifestazione dedicata alle tecnologie e alle infrastrutture stradali promossa da Bolognafiere.
Dati di produzione e pressioni sui costi
Secondo le prime stime di Siteb, il valore complessivo della produzione e della posa in opera per la manutenzione stradale è aumentato del 5,3% rispetto all’anno precedente, consolidando una base occupazionale intorno alle 40mila unità. Anche il numero degli impianti produttivi è salito, passando dai 400 del 2024 ai 415 del 2025 e raggiungendo i 430 nel 2026.
Il comparto è tuttavia gravato dall’impennata dei costi energetici e logistici. In Italia gli impianti sono alimentati per circa il 50% a gas metano, mentre la restante parte ricorre a olio combustibile. Nei primi otto mesi dell’anno le quotazioni del bitume sono aumentate di circa il 65-70%, con il prezzo medio per tonnellata passato da 420 euro a oltre 700 euro, creando forti tensioni sulla gestione economica degli appalti pubblici.
Gli operatori segnalano che il meccanismo di revisione prezzi denominato Tol 5 — Tipologie omogenee di lavorazioni, predisposto dall’Istat e introdotto durante il periodo del Governo Draghi — non riesce a riflettere completamente l’entità di questi aumenti: in presenza di rincari straordinari, il sistema riconosce variazioni contenute, nell’ordine del 3-4%, lasciando molte imprese in difficoltà nell’esecuzione delle commesse pubbliche.
Dichiarazioni dell’Associazione
Raffaella Donghi ha ricordato:
“Il 2026 conferma la vitalità del comparto delle infrastrutture stradali, con una produzione di conglomerato bituminoso in aumento e un valore complessivo che raggiunge i 4 miliardi di euro. Tuttavia, dietro questi numeri si cela una realtà industriale complessa: le imprese stanno sostenendo incrementi significativi dei costi energetici, dei trasporti e delle materie prime, e in alcuni casi il bitume ha subito rialzi fino al 70%.
“Se i meccanismi attuali di revisione prezzi non vengono adeguati per intercettare queste dinamiche, si rischiano tensioni nella realizzazione delle opere pubbliche e la messa in crisi della sostenibilità economica degli appalti.”
Cam Strade: opportunità e criticità
Accanto alle questioni legate ai costi, Siteb evidenzia l’impatto del Cam Strade — i Criteri ambientali minimi per le infrastrutture stradali — entrato in vigore quasi due anni fa. L’Associazione riconosce al provvedimento un effetto stimolante, poiché favorisce l’adozione di tecnologie per il riutilizzo dei materiali di recupero e per la riduzione dei consumi energetici.
Resta però il problema dell’applicazione pratica: molti enti proprietari delle strade, in particolare piccoli comuni e alcune province, non dispongono di tempi, competenze e strumenti adeguati per recepire e mettere in pratica le nuove disposizioni, con conseguente disallineamento tra obblighi normativi e realtà operativa.
Raffaella Donghi ha sottolineato:
“Il Cam Strade è una preziosa occasione per accelerare la transizione verso processi più circolari e a minore impatto energetico, valorizzando il recupero dei materiali e le tecnologie che riducono l’impronta carbonica. Per trasformare queste potenzialità in risultati concreti è però necessario mettere gli enti proprietari nella condizione di applicare le norme, fornendo competenze, strumenti e una programmazione realistica. Parallelamente va affrontato con urgenza il tema della revisione prezzi: una rete stradale moderna e duratura richiede investimenti e condizioni economiche stabili che consentano alle imprese di operare con sostenibilità.”
Prospettive e interventi necessari
Per garantire la realizzazione di opere pubbliche di qualità e al tempo stesso favorire la transizione ambientale del settore, gli operatori e le istituzioni sono chiamati a intervenire su più fronti: adeguare i sistemi di revisione prezzi alle dinamiche di mercato, sostenere la diffusione di tecnologie per il riutilizzo dei materiali, e rafforzare le capacità operative degli enti locali responsabili delle infrastrutture.
Un approccio coordinato tra Governo, amministrazioni locali e imprese potrà inoltre facilitare l’attrazione di investimenti privati e pubblici, migliorare la programmazione degli appalti e ridurre i rischi di contenzioso, contribuendo a rendere la rete stradale più efficiente, sicura e sostenibile nel medio termine.
In sintesi
- Le tensioni sui prezzi dei materiali e dell’energia amplificano i rischi economici per le imprese del settore; adeguare i meccanismi di revisione prezzi può prevenire ritardi e contenziosi negli appalti pubblici.
- L’applicazione efficace del Cam Strade crea opportunità per l’economia circolare: gli investimenti in tecnologie di recupero possono ridurre dipendenza energetica e costi operativi nel medio periodo.
- Rafforzare le competenze e gli strumenti degli enti locali è cruciale per tradurre le norme ambientali in progetti realizzabili, elemento che può migliorare la bankability delle opere e attrarre capitali privati.