Abstract dei Pudgy Penguins diventa il secondo layer 2 di Ethereum a chiudere in una settimana

Igloo ha annunciato la chiusura della propria blockchain pubblica citando una crescita arrestata, mercati di scambio sottili, scarsa attività istituzionale e un mercato della finanza decentralizzata troppo limitato per giustificare la prosecuzione del progetto.

Netz ha scritto:

“Anche dopo aver perso otto cifre, avremmo potuto lanciare un token o perseguire una ICO. Alla fine abbiamo deciso di non farlo.”

Netz ha aggiunto:

“Non potevamo più giustificare di attingere al business di Pudgy Penguins.”

I numeri dietro la scelta

Secondo i dati diffusi da Abstract, la rete aveva registrato oltre 325 milioni di transazioni, circa 4 milioni di wallet e 6 miliardi di dollari in volumi di scambio su exchange decentralizzati, mentre le applicazioni presenti avrebbero generato più di 40 milioni di dollari di ricavi complessivi, con la partecipazione di marchi come Disney e Red Bull Racing.

Perché i ricavi delle app non coprono i costi della rete

I proventi guadagnati da un’applicazione non ricadono automaticamente a copertura dei costi della blockchain sottostante. Un gioco può monetizzare con acquisti in-app e uno exchange può applicare commissioni sulle transazioni, ma è la rete a incassare le commissioni per l’elaborazione delle operazioni, normalmente inferiori rispetto ai ricavi lordi dell’applicazione stessa.

I dati di DefiLlama mostravano, nelle 24 ore più recenti, commissioni di rete intorno a 3.900 dollari rispetto a circa 39.000 dollari di fatturato delle applicazioni sulla stessa rete: le chain fees devono prima coprire i costi infrastrutturali e operativi prima di diventare utile netto.

Scelte progettuali e conseguenze

All’avvio Netz aveva indirizzato gli sviluppatori lontano dalle applicazioni finanziarie verso prodotti più semplici e di intrattenimento, per ridurre i rischi normativi e di mercato. Nonostante un lancio molto pubblicizzato, la piattaforma non è riuscita ad attrarre liquidità significativa, il che ha aggravato il problema della sostenibilità economica.

La gestione di una blockchain pubblica implica costi costanti: mantenimento di nodi e validatori, aggiornamenti software, misure di sicurezza, incentivazione della partecipazione e spese operative per il monitoraggio e il supporto. Quando le commissioni di rete non coprono adeguatamente queste voci, i proprietari devono scegliere tra aumentare i costi per gli utenti, ridurre gli investimenti oppure ritirarsi.

Implicazioni per il settore e per gli investitori

La decisione di concentrare risorse su Pudgy Penguins, sui relativi oggetti digitali da collezione e sulla criptovaluta PENGU riflette una strategia di consolidamento del valore intorno a un brand noto, piuttosto che sostenere un’infrastruttura pubblica dall’alto costo operativo.

Per gli investitori e i collezionisti, questo episodio evidenzia che il valore delle applicazioni legate a un ecosistema non garantisce la sostenibilità della rete sottostante. La liquidità, l’attività istituzionale e l’adozione funzionale restano fattori critici per la salute economica di progetti blockchain e NFT.

Inoltre, il clima macroeconomico e l’incertezza regolatoria continuano a spostare l’interesse degli operatori verso prodotti a minor rischio e costi prevedibili, penalizzando le reti che dipendono da rapide crescite di volume o dalla speculazione a breve termine.

Considerazioni operative

La chiusura annunciata mette in luce la necessità, per chi progetta nuove reti distribuite, di definire modelli economici più resilienti: tariffe dinamiche che riflettano il costo reale dell’elaborazione, incentivi sostenibili per i validatori e strategie per attrarre partecipazione istituzionale e liquidità a lungo termine.

La scelta di non perseguire un lancio di token o una ICO indica anche una valutazione reputazionale: finanziare una rete con emissioni token immediate può risolvere brevemente i problemi di liquidità ma rischia di erodere il valore percepito di attività collegate come Pudgy Penguins.

Prospettive future

Per gli operatori italiani interessati al mercato dei token e dei beni digitali, il caso evidenzia come la sostenibilità a lungo termine richieda un equilibrio tra tecnologia, economia e governance. Il successo delle applicazioni non è sufficiente senza un modello che colleghi in modo chiaro ricavi e coperture dei costi infrastrutturali.

In sintesi

  • La chiusura della rete evidenzia che il valore di mercato delle applicazioni non assicura la sostenibilità della blockchain; per gli investitori è cruciale valutare la struttura delle commissioni e il modello economico sottostante.
  • Il rifiuto di ricorrere a un lancio di token o a una ICO segnala una preferenza per la tutela del brand rispetto a soluzioni di fundraising che potrebbero diluire il valore degli asset esistenti.
  • Per il mercato italiano, il caso sottolinea l’importanza di considerare rischi di liquidità e costi operativi quando si espone capitale in NFT, collezionabili digitali o progetti blockchain emergenti.


Author: Tony
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