Francia mezzo milione in piazza contro i tagli un messaggio a Lecornu
- 18 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La protesta di oggi in Francia ha visto una partecipazione ampia, ma inferiore alle cifre rivendicate dai sindacati. La Confédération générale du travail (Cgt) ha parlato di oltre un milione di manifestanti, mentre la polizia ne ha conteggiati circa 506mila, di cui 55mila a Parigi. Questi numeri sono lontani dai 3,5 milioni di persone scese in piazza durante gli scioperi di due anni fa, quando l’obiettivo era fermare l’aumento dell’età pensionabile. Questa volta la protesta ha avuto un carattere più generale e diffuso.
In questo caso, i numeri assumono un valore relativo: per la prima volta dal 2023, i sindacati francesi hanno organizzato una manifestazione unitaria che tuttavia non può essere definita un successo totale. I trasporti non si sono bloccati completamente e la partecipazione nei vari settori è rimasta bassa, con il 17% tra gli insegnanti, il 12,7% tra i dipendenti pubblici, il 5,6% negli ospedali, e solo 75 licei occupati, su un totale di 3.700. Nonostante ciò, le proteste hanno espresso con forza il malessere diffuso in Francia per le prossime misure di austerità previste dal governo.
Il precedente 1° maggio, in un clima già segnato da un diffuso scontento verso l’esecutivo, la Cgt aveva contato 300mila partecipanti. Più di recente, nelle manifestazioni del 10 settembre organizzate dal movimento spontaneo Bloquons tout, erano scese in strada rispettivamente 275mila persone secondo i sindacati, e 197mila secondo la polizia.
Le ragioni della protesta e le consultazioni politiche
Al centro della mobilitazione ci sono i tagli annunciati dall’ex primo ministro François Bayrou, che rappresentano un segnale al suo successore, Sébastien Lecornu. Attualmente impegnato in consultazioni con le forze sociali e politiche per costruire un sostegno sufficientemente ampio per governare e nominare il nuovo esecutivo, Lecornu ha già escluso dalla lista delle misure la soppressione di due giorni di ferie tradizionali, ovvero il lunedì dell’Angelo e l’8 maggio, festa della Vittoria contro il nazifascismo.
Il primo ministro sta tuttavia proseguendo le consultazioni, ponendo particolare attenzione al rapporto con i socialisti. Il segretario del Partito Socialista, Olivier Faure, ha riferito di un Lecornu «molto attento» alle loro istanze, anche se, come ha precisato il capogruppo all’Assemblée, Patrick Kanner, «non ha ancora né chiuso né aperto porte». È previsto un secondo incontro, mentre il partito socialista tenta di formare una coalizione di sinistra senza il leader radicale Jean-Luc Mélenchon, dialogando con ecologisti e comunisti.
La presa di posizione dei sindacati
Questi piccoli segnali di apertura da parte del governo hanno spinto i sindacati a intensificare la loro pressione. Marylise Léon, segretaria generale della Confédération française démocratique du travail (Cfdt), il maggior sindacato francese, ha dichiarato:
Marylise Léon ha dichiarato:
“Oggi lanciamo un avvertimento chiaro e netto al governo e al primo ministro, che si dice aperto al dialogo. Credo che abbiamo delineato dei paletti ben precisi. Si tratta di un mondo del lavoro che, dal 2023, si esprime con grande fermezza. È tempo che il governo ci dia un segnale: ‘Abbiamo preso atto del messaggio, prenderemo decisioni di conseguenza’”.
La partecipazione anche di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori
Non sono stati solo i lavoratori dipendenti a scendere in piazza. Come accaduto nel 2018 e nel 2019 durante le proteste dei Gilets Jaunes, questa volta anche i piccoli imprenditori hanno aderito alle mobilitazioni, manifestando un’insolita critica verso i più ricchi tra loro. Una di queste persone ha commentato ironicamente di voler formare «i black bloc dei piccoli imprenditori» durante un’intervista con un quotidiano.
In particolare, a Marsiglia la presenza dei farmacisti è stata molto significativa. Il sentimento prevalente tra i manifestanti può essere riassunto in una lamentela diffusa rivolta alla classe politica: «Ci ignorano».