Porti turistici: impennata del giro d’affari prevista nel 2027

Buone prospettive si prospettano per la portualità turistica italiana sia per il 2027 sia, come prevede il presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio, per il quinquennio successivo. L’associazione che rappresenta le marine dedicate al diporto ha appena completato l’indagine 2026 sul settore, comprensiva delle stime per l’anno a venire.

Dallo studio emerge che gli ormeggi stanziali registreranno nel 2026 un incremento del giro d’affari pari a +2,96% rispetto al 2025, sostenuti dall’aumento della presenza dei superyacht sulle coste italiane. Per il 2027 la previsione è di un’ulteriore crescita più contenuta, intorno a +1,36%, legata alla minore domanda di imbarcazioni nuove. Gli ormeggi in transito mostrano invece un trend più robusto: +4,36% nel 2026 e una proiezione per il 2027 del +7,43%, trainati soprattutto dal charter e dall’arrivo di unità di maggiori dimensioni.

Marine al lavoro per creare nuovi posti barca

Roberto Perocchio ha dichiarato:

“Il volume d’affari è ancora cresciuto quest’anno, quasi fino al 3% per gli ormeggi stanziali, che rappresentano il core per la maggior parte dei porti turistici. Tuttavia, la crescita prevista per il 2027 è più moderata perché molti porti esistenti hanno raggiunto livelli di saturazione e per incrementare significativamente l’offerta servono nuove infrastrutture.”

Perocchio sottolinea che la risposta del settore è già in atto: sono in programma circa 20.000 posti barca nei prossimi dieci anni, con progetti in fase avanzata o di avvio in diverse regioni. Tra le infrastrutture citate si segnalano il completamento di Portus Karalis a Cagliari, il progetto per il porto vecchio di Sanremo, l’ampliamento del Marina Arcipelago Toscano e la realizzazione del Molo Brin a Olbia.

La realizzazione di nuovi approdi richiederà un’intensa attività di pianificazione, procedure autorizzative e investimenti pubblici e privati. Per gli operatori e per gli enti locali la sfida è conciliare tempi rapidi di realizzazione con vincoli ambientali e costi di costruzione, favorendo formule di partenariato pubblico‑privato che possano attrarre capitale senza appesantire i bilanci comunali.

Il ruolo centrale di charter e locazione nautica

Roberto Perocchio ha spiegato:

“Il charter continua a essere un motore importante: nonostante un ampliamento dell’offerta e qualche aggiustamento dei prezzi, resta una formula molto moderna. È il modello del pay‑per‑use e della sharing economy, che permette di sostenere solo una parte dei costi di manutenzione rispetto alla proprietà piena dell’imbarcazione.”

Secondo l’analisi, la crescita dei transiti è alimentata non tanto dalle imbarcazioni di piccola e media dimensione nazionali, che hanno risentito dell’aumento dei costi dei carburanti, quanto dalla domanda internazionale di charter di catamarani a vela e di unità di alto livello. Clientela proveniente da paesi europei amplia le rotte, trasformando le marine in poli di transito continui verso destinazioni come Napoli, la Sicilia e le Isole Pontine, con effetti positivi per l’offerta ricettiva e per i servizi legati alla nautica.

La diffusione della locazione nautica ha anche riflessi organizzativi: aumenta la domanda di servizi professionali (skipper, manutenzione, ormeggio temporaneo), migliora l’occupazione stagionale e favorisce l’adozione di tecnologie per la gestione degli ormeggi e dei flussi di utenza. Per gli operatori, catturare clientela internazionale significa investire in standard di assistenza, sicurezza e servizi accessori che elevino la competitività delle marine italiane.

In sintesi

  • La crescita prevista per il charter e i superyacht indica opportunità di rendimento per gli investimenti nelle marine, in particolare per strutture capaci di offrire servizi premium e gestione efficiente dei transiti internazionali.
  • Lo sviluppo di circa 20.000 nuovi posti barca richiederà modelli di finanziamento misto e una semplificazione delle autorizzazioni: gli investitori dovranno valutare il rischio regolatorio oltre ai ritorni operativi.
  • L’espansione del mercato dei transiti può contribuire a ridurre la stagionalità, estendendo la domanda per servizi locali (cantieristica, ormeggio, ristorazione) con ricadute positive per le economie costiere.
  • Per il contesto italiano è strategico conciliare crescita infrastructurale e sostenibilità ambientale: soluzioni tecnologiche e gestione efficiente delle risorse saranno fattori chiave per attrarre clientela internazionale e proteggere il valore a lungo termine degli investimenti.


Author: Tony
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