Bitcoin: il balzo da bassa inflazione a $85,500 svanisce mentre i rendimenti obbligazionari non accennano a scendere

Bitcoin è aumentato dello 0,4%, attestandosi poco sopra i $83.700 nelle ore mattutine asiatiche di giovedì. Un report sull’inflazione statunitense meno severo del previsto lo aveva già spinto fino a circa $85.500 mercoledì, ma i guadagni si sono parzialmente diluiti mentre i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi restavano vicino ai livelli più alti dal 2002.

Tra le principali criptovalute, HYPE ha guidato i rialzi con un +3% a circa $89, mentre DOGE ha messo a segno quasi il +2% scendendo appena sotto i 10 centesimi. Ether, BNB, TRX e ZEC hanno registrato incrementi inferiori all’1%, XRP è rimasto stabile intorno a $1,50 e SOL è stata la peggiore, perdendo quasi l’1% e scivolando a poco meno di $119.

Fattori macro che hanno influenzato i prezzi

Il rapporto PCE di agosto, considerato dalla maggior parte degli operatori come la misura preferita dell’inflazione dalla Federal Reserve, ha mostrato un raffreddamento più marcato del previsto. L’indice generale è cresciuto del 3,4% su base annua, mentre la componente core, che esclude energia e alimentari, è salita del 3,0%: dati che hanno ridotto le probabilità di un nuovo aumento dei tassi in ottobre, spostando al di là dell’autunno la probabilità di una stretta monetaria aggiuntiva.

Dan Khus, analista capo di LVRG Research, ha dichiarato:

“Il rapporto PCE di agosto ha mostrato un raffreddamento dell’inflazione maggiore del previsto, con i prezzi in aumento del 3,4% su base annua e del 3,0% escluse le voci energetiche e alimentari, il che ha ridotto le probabilità di un altro rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve in ottobre e ha reso dicembre la mossa successiva più probabile.”

Dan Khus ha aggiunto:

“I mercati crypto hanno interpretato questo come un segnale di sollievo, e il bitcoin è tornato sopra i $85.000 mentre i rendimenti obbligazionari scivolavano e gli investitori sono diventati più disposti a comprare attività rischiose.”

Interpretazione dei movimenti e rischi

Il legame tra rendimenti obbligazionari e asset rischiosi, incluse le criptovalute, è tornato a essere evidente: rendimenti più elevati tendono a indebolire la propensione al rischio, mentre un loro calo può favorire flussi verso attività più speculative. Tuttavia, la persistenza dei rendimenti sui livelli attuali mantiene alta la volatilità e limita la sostenibilità dei rialzi senza un consolidamento macro più chiaro.

Per gli investitori italiani è importante considerare l’orizzonte temporale: l’eventuale spostamento della politica monetaria verso una pausa o un rallentamento nei rialzi dei tassi potrebbe dare respiro ai mercati rischiosi, ma non elimina la possibilità di ritorni di volatilità legati a dati economici, decisioni della Federal Reserve o tensioni sui mercati del reddito fisso.

La dinamica dei prezzi registrata nelle ultime sessioni sottolinea la necessità di gestire l’esposizione alle criptovalute con attenzione, valutando strumenti di diversificazione e piani di investimento che tengano conto sia della volatilità che dell’impatto fiscale e normativo sui portafogli domestici.

In sintesi

  • La temporanea discesa dei rendimenti obbligazionari ha favorito un recupero delle criptovalute, ma la tenuta dei livelli di rendimento rimane il fattore chiave per la sostenibilità del rialzo.
  • Per gli investitori italiani, l’orizzonte e la gestione del rischio diventano determinanti: posizioni pesanti dovrebbero essere valutate alla luce della possibile ripresa della volatilità macro.
  • L’indicazione che la Federal Reserve possa rimandare nuovi aumenti dei tassi a dicembre modifica il calendario degli investimenti, creando opportunità tattiche ma richiedendo disciplina strategica.


Author: Tony
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