Spotify supera i 300 milioni di abbonati Premium, ma gli utili del trimestre deludono le attese

Spotify (in foto, il co-CEO Gustav Söderström), tra le principali piattaforme mondiali per lo streaming musicale, ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con una crescita dei ricavi e un nuovo record di 300 milioni di abbonati Premium, ma i risultati economici sono stati accolti con cautela dal mercato a causa di un utile per azione inferiore alle attese degli analisti. La reazione degli investitori si è riflessa nelle vendite registrate sul titolo nel premarket di Wall Street.

Il trimestre conferma comunque il percorso di espansione della piattaforma, sostenuto dall’incremento della base utenti, dal miglioramento della redditività operativa e da una generazione di cassa sempre più solida.

Ricavi in crescita e nuovi abbonati oltre la guidance

Nel secondo trimestre Spotify ha registrato ricavi pari a 4,78 miliardi di euro, in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, pari al 15% a cambi costanti. Il dato è risultato leggermente inferiore alle previsioni del mercato, che indicavano ricavi pari a 4,79 miliardi di euro.

La crescita è stata sostenuta soprattutto dall’espansione della base di utenti a pagamento. Gli abbonati Premium hanno infatti raggiunto quota 300 milioni, con 7 milioni di nuovi clienti netti nel trimestre, superando la guidance aziendale che prevedeva un incremento di 6 milioni.

L’evoluzione conferma la capacità della piattaforma di continuare ad attrarre nuovi utenti nei principali mercati internazionali, consolidando il proprio ruolo nel settore dello streaming audio.

Redditività ai massimi storici

Tra gli elementi più positivi del trimestre figura il nuovo record del margine lordo, salito al 33,4%, con un miglioramento di 193 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore all’obiettivo fissato dalla società, pari al 33,1%.

Anche il reddito operativo ha mostrato un andamento particolarmente positivo, attestandosi a 655 milioni di euro, con una crescita del 61% su base annua e un risultato superiore alla guidance aziendale di 630 milioni di euro.

La performance è stata favorita dalla maggiore redditività delle attività operative e da un contenimento degli oneri sociali, elementi che hanno contribuito al miglioramento complessivo dei margini.

Utile per azione sotto le aspettative

Nonostante i progressi sul fronte operativo, il trimestre si è chiuso con un utile per azione rettificato pari a 2,61 euro, inferiore al consenso degli analisti, che stimavano 2,76 euro.

Questo scostamento rispetto alle attese ha alimentato le vendite sul titolo nelle contrattazioni precedenti l’apertura di Wall Street, nonostante gli indicatori operativi abbiano mostrato un andamento complessivamente positivo.

Parallelamente, Spotify ha continuato a rafforzare la propria posizione finanziaria, registrando un free cash flow di 797 milioni di euro nel trimestre, che porta il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi a 3,3 miliardi di euro.

Le previsioni per il terzo trimestre

Per il terzo trimestre del 2026, Spotify prevede ricavi pari a 5 miliardi di euro, superiori al consenso degli analisti, fermo a 4,93 miliardi di euro.

Più prudente, invece, la guidance relativa al reddito operativo, stimato in 670 milioni di euro, valore inferiore alle aspettative del mercato, che indicavano 681,1 milioni di euro.

Le indicazioni confermano l’intenzione della società di proseguire nel percorso di crescita della base utenti e dei ricavi, pur mantenendo un approccio prudente sulle prospettive della redditività nel breve termine.