First Cisl: la Fondazione Fiba segnala l’accelerazione della desertificazione bancaria in Italia
- 31 Luglio 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
La rete bancaria italiana continua a ridursi, con un numero crescente di comuni e cittadini che vedono diminuire l’accesso ai servizi finanziari. È quanto emerge dal XVI Report dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, che fotografa un fenomeno in costante espansione e sempre più diffuso anche nelle grandi città.
Nel primo semestre del 2026 sono stati chiusi altri 126 sportelli bancari, portando il totale nazionale a 19.016 filiali. Secondo il rapporto, la riduzione della presenza fisica delle banche continua ad accentuare gli squilibri territoriali tra Nord e Sud e ad aumentare il numero di cittadini con accesso limitato ai servizi bancari.
Cresce il numero dei comuni senza sportelli
Nei primi sei mesi del 2026 è aumentato ulteriormente il numero dei comuni completamente privi di una filiale bancaria, con 9 comuni in più rispetto alla fine del 2025.
Il fenomeno coinvolge ormai quasi 11,5 milioni di italiani, interessando anche un numero crescente di imprese e una porzione sempre più ampia del territorio nazionale.
Le riduzioni più consistenti della rete di sportelli si registrano in Liguria (-2,6%), Lombardia (-1,7%) e Valle d’Aosta (-1,6%), mentre Molise, Calabria, Valle d’Aosta, Piemonte, Abruzzo e Liguria continuano a presentare le quote più elevate di comuni privi di filiali bancarie.
Tra i principali gruppi, Gruppo Iccrea si conferma il primo per presenza territoriale con 2.450 sportelli, seguito da Intesa Sanpaolo e UniCredit.
La desertificazione coinvolge anche le grandi città
Lo studio evidenzia come la desertificazione bancaria non riguardi più soltanto le aree interne o i piccoli centri.
Dal 2021 il calo delle filiali supera la media nazionale del 12,2% in città come Milano, Roma, Palermo, Messina, Genova, Torino e Napoli, confermando che anche i principali centri urbani stanno registrando una significativa riduzione della rete bancaria.
Persistono inoltre marcate differenze territoriali, con le città del Nord che mantengono una densità di sportelli superiore rispetto a quelle del Sud, sia in rapporto alla popolazione sia alla superficie.
L’internet banking non sostituisce la presenza sul territorio
Secondo il rapporto della Fondazione Fiba, la crescita dell’internet banking non è ancora sufficiente a compensare la progressiva scomparsa degli sportelli fisici, soprattutto per la popolazione anziana e per le fasce più fragili.
Tra il 2024 e il 2025 l’utilizzo dell’internet banking in Italia è passato dal 55,01% al 56,37%, mentre alcune regioni hanno registrato addirittura una diminuzione.
È il caso del Lazio, dove l’utilizzo è sceso dal 60% al 59%, dell’Umbria, dal 60% al 56%, e del Veneto, dal 66% al 61%.
L’Indicatore di desertificazione provinciale individua tra le province meno colpite Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia, mentre tra quelle maggiormente interessate figurano Messina, Caserta, Pavia, L’Aquila, Crotone, Campobasso, Cosenza, Vibo Valentia e Isernia.
Le considerazioni di First Cisl
Secondo First Cisl, la nuova fase del risiko bancario rischia di accentuare ulteriormente il fenomeno della desertificazione bancaria.
L’organizzazione sottolinea che la concentrazione del sistema bancario potrebbe determinare un’ulteriore riduzione del numero degli sportelli, con effetti sull’accessibilità ai servizi finanziari sia nei piccoli comuni sia nelle grandi città.
Per questo motivo viene evidenziata la necessità che gli istituti di credito adottino comportamenti socialmente responsabili, promuovendo gratuitamente percorsi di educazione digitale rivolti soprattutto alla clientela anziana e alle persone meno abituate all’utilizzo delle nuove tecnologie, così da garantire un accesso più inclusivo ai servizi bancari e finanziari.