FCA pubblica le regole definitive sui cryptoasset: trappole tecniche da tenere d’occhio
- 16 Aprile 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
FCA del Regno Unito ha proposto una revisione delle regole sui criptoattivi che ridefinisce in modo sostanziale l’ambito della custodia, potenzialmente includendo piattaforme e fornitori di software che non si considerano custodi.
Estensione della definizione di custodia
Il documento di orientamento pubblicato dalla FCA stabilisce una soglia temporale cruciale: se un soggetto trattiene gli asset dei clienti per più di 24 ore durante la finalizzazione di una transazione, è probabile che venga inquadrato come custode regolamentato.
Questa linea rossa a 24 ore potrebbe travolgere non solo exchange e wallet centralizzati, ma anche applicazioni, smart contract di intermediazione e servizi che offrono funzionalità apparentemente tecniche ma che, nella pratica, trattengono o possono intervenire sugli asset degli utenti.
Rischi per validator e operatori di nodi
La FCA avverte che i validator e gli node operator perderanno l’esenzione tecnologica non appena offriranno servizi a valore aggiunto.
Esempi di queste funzionalità sono cruscotti per gli utenti, strumenti per generare rendimento o meccanismi di capitalizzazione delle ricompense; in tali casi i fornitori dovranno richiedere l’autorizzazione completa per l’organizzazione dello staking.
FCA said:
“Our new perimeter gives us the tools to strengthen protections for consumers and support fair, transparent and orderly markets as the sector matures.”
Shadow custody e contratti intelligenti
Per la prima volta la regolazione affronta esplicitamente il tema della shadow custody: se un fornitore di servizi cripto ha la capacità teorica di sovrascrivere l’autorità di un cliente, viene considerato custode anche qualora dichiari che non eserciterà mai quel potere.
Il documento chiarisce inoltre che la presenza di smart contract, blockchain pubbliche o elementi di decentralizzazione non esclude automaticamente l’operazione dalla sfera regolatoria.
FCA said:
“The fact that an arrangement involves smart contracts, public blockchains or some elements of decentralisation does not determine the perimeter position or place the arrangement outside of regulation.”
Regole per gli emittenti di stablecoin
La guida impone condizioni stringenti anche per gli emittenti di stablecoin: l’emissione sarà considerata legale solo se l’emittente è costituito nel Regno Unito e gestisce l’intero ciclo di vita, dall’offerta iniziale al rimborso e alla manutenzione delle riserve.
Tempistiche e percorso di adeguamento
La FCA ha aperto una consultazione pubblica con scadenza il 3 giugno 2026 e prevede di pubblicare regole definitive in una policy statement durante l’estate, con la guida finale sul perimetro attesa per settembre.
Il piano normative prevede il passaggio da un regime basato sulle registrazioni antiriciclaggio a un più severo sistema di approvazione disciplinato dal Financial Services and Markets Act, con conseguenze rilevanti per chi offre servizi cripto nel mercato britannico.
Le imprese che intendono continuare l’attività dovranno presentare domanda in una finestra di cinque mesi, dal 30 settembre all’28 febbraio 2027; chi non rispetta questi termini rischia sanzioni, sospensioni e, in casi estremi, la chiusura permanente.
Solo le società che si registrano entro il periodo di transizione avranno accesso alle cosiddette “savings provisions”, ossia la possibilità di operare mentre la FCA valuta le domande.
Implicazioni operative e di mercato
La nuova cornice normativa aumenterà i costi di conformità e richiederà adeguamenti operativi significativi: controlli di custodia, procedure di salvaguardia dei fondi e miglioramenti infrastrutturali per ridurre i tempi di detenzione degli asset.
Per molte piattaforme è prevedibile una revisione dei modelli di business, con possibili concentrazioni di mercato a favore di operatori capaci di sostenere investimenti legali e tecnologici elevati.
Dal punto di vista degli investitori, la maggiore regolamentazione mira a migliorare le tutele e la trasparenza, ma potrebbe anche limitare l’accesso a servizi innovativi o spostare alcune attività in giurisdizioni meno rigide.
Per le società italiane ed europee che operano cross‑border, la roadmap britannica è un esempio di come le autorità possono combinare tutela dei consumatori e controllo prudenziale, e impone una riflessione sulle strategie di ingresso e di compliance per il mercato inglese.
Considerazioni finali
Nel complesso, la proposta della FCA segna un inasprimento significativo del perimetro regolamentare sui servizi cripto nel Regno Unito, con impatti immediati su operatori, fornitori tecnologici ed emittenti di stablecoin.
Le imprese del settore devono valutare tempestivamente la portata delle nuove definizioni e pianificare investimenti in governance, sicurezza e procedure per evitare interruzioni operative e sanzioni.
In sintesi
- La ridefinizione della custodia ridisegna il profilo di rischio per piattaforme e provider tecnologici: gli operatori italiani che servono clienti UK dovranno valutare costi aggiuntivi di compliance e possibili partnership con custodi autorizzati.
- La perdita dell’esenzione per validator e node operator implica che servizi a valore aggiunto richiederanno autorizzazioni formali, favorendo attori con capacità regolamentari e finanziarie superiori.
- L’obbligo che gli emittenti di stablecoin siano stabiliti e gestiscano l’intero ciclo di vita nel Regno Unito può spingere a riconfigurazioni societarie o a una rimodulazione delle riserve, con effetti sulla liquidità degli strumenti sul mercato.
- Per gli investitori italiani la regolazione promette maggiore protezione ma anche un potenziale restringimento dell’offerta: le scelte regolamentari britanniche potrebbero influenzare i flussi di capitale e la localizzazione di servizi innovativi in Europa.